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Siete stati ben accolti nella scuola di vostro figlio?

Comunicazione Scuola Famiglia

Immagine riferita a Siete stati ben accolti nella scuola di vostro figlio?Per alcuni bambini e ragazzi oggi è stato il primo giorno di scuola. E per noi genitori diventa facile scambiarci informazioni sulle emozioni, primi contatti con l'istituzione scolastica, orari di uscita e tanti altri aspetti che l'inizio di una nuova esperienza sollecitano.

Quanto il genitore vuole essere partecipe di questa esperienza? La condivisione delle emozioni della famiglia passa solo attraverso il proprio figlio o anche tramite una comunicazione con quelli che saranno gli insegnanti di un ciclo scolastico del porprio bambino?

1. La mediazione tra "utente" (allievo) e "servizio" (scuola) passa attraverso una buona comunicazione tra i due attori.

2. Se in questa mediazione orbita anche un "committente" o un "inviante" (genitori- famiglia) è importante renderlo partecipe sin dalle prime battute, per aumentare le possibilità di successo del servizio.

Queste sono due mie premesse. Probabilmente un po' generiche, ma cercherò di spiegarle meglio e di vedere se alcuni di voi la pensano come me.

La prima relazione che ci viene in mente quando si pensa alla scuola è allievo-insegnante. Per questo motivo si cerca sin dall'inizio, quando è possibile, di creare un buon abbinamento tra il proprio figlio e l'insegnante di riferimento (in questo caso mi riferisco principalmente alla scuola materna e alla scuola primaria). Ma un bambino entrerà in contatto e in sintonia con il proprio insegnante anche grazie a un senso di affidamento, rispetto, fiducia che sentirà sperimentato dal proprio genitore, oltre che a un naturale e fisiologico sentimento di simpatia. Quindi alla principale relazione allievo-insegnante si inserirà un ulteriore elemento, la famiglia o il genitore che più si occupa dell'inserimento del proprio figlio a scuola. 

L'insegnante entrerà in contatto con il genitore se l'Istituzione scolastica di appartenenza stabilirà dei momenti di condivisione tra i docenti e i familiari, poiché li ritiene parte fondante del percorso educativo. Cosicché non sia pratica del singolo insegnante ma buona prassi di tutti i docenti creare una comunicazione con il genitore del futuro allievo. Quindi alla relazione allievo-insegnante-famiglia si aggiunge l'Istituzione scolastica.

Come permettere una mediazione tra tutti questi attori, al fine di costruire un sistema unico co-responsabile, su aspetti diversi, del principale obiettivo: la crescita educativa e la maturazione del bambino? 

Ho sentito che alcune scuole primarie qui a Trapani hanno scelto la tecnica dell'accoglienza. Così come spesso già accade per la scuola materna, adesso ho sentito con più frequenza (ma non so se già da alcuni anni che è emersa in degliIstituti questa nuova modalità) che la Scuola, una settimana prima dell'avvio, contatta le famiglie, dividendole per classi, al fine di effettuare una prima conoscenza con quelli che saranno gli allievi dei prossimi cinque anni e i loro genitori. 

L'accoglienza ha l'obiettivo:

- di informare i genitori sulle regole dell'Istituzione scolastica che si verrà a frequentare, affinché diventino di tutti e quindi presumibilmente passate quotidianamente ai propri figli;

- di creare un momento di condivisione su quelle che sono le naturali preoccupazioni di un genitore ad avviare insieme al figlio un nuovo percorso, in cui si delinereanno le prime attitudini e potenzialità del proprio bambino;

- di venire a conoscenza da parte dell'insegnante di informazioni utili sul contesto familiare o sul processo evolutivo del futuro allievo in modo da entrare in un percorso con delle informazioni di base che possono senz'altro aiutare il docente nel seguire l'allievo. 

Questi sono tutti aspetti importanti, primi passi che possono aiutare una consolidare una relazione funzionale tra insegnante-allievo-famiglia-scuola, se ovviamente la comunicazione viene nutrita e alimentata con altri rituali durante l'anno scolastico. 

Sta di fatto che dal mio punto di vista, la scelta di una Scuola di operare il primo contatto attraverso un'accoglienza comunica alla famiglia, al genitore, "Noi siamo un unico sistema educativo e collaboriamo per la buona riuscita del progetto".

In questi mesi, come operatrice nel sociale, ho sentito sempre più frequentemente le grandi difficoltà che una cattiva comunicazione tra insegnanti e famiglie ha creato nel percorso educativo di alcuni minori, tanto da sentire da entrambe le parti un atteggiamento di sfiducia e di rinuncia. Credo sia importante che l'Istituzione scolastica, agente di cambiamento culturale ed educativo, prenda in mano la situazione istituendo sempre più momenti di condivisione e di compartecipazione tra insegnanti e genitori, poichè questo può contenere tutte quelle perplessità ed insicurezze che in un percorso cosi delicato inserito in un periodo in così rapido cambiamento possono insorgere sia nei genitori che negli insegnanti.

Anche nella scuola di vostro figlio è stata programmata una buona accoglienza? Provate a scrivere la vostra esperienza, può essere importante per comprendere cosa sia utile fare per implementare questi momenti di incontro. 

Dott.ssa Cristina Scimemi

Psicoterapeuta familiare e di coppia

 

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