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Il ritorno al padre

Essere padri oggi

Immagine riferita a Il ritorno al padreEssere padre è un’esperienza meravigliosa e al tempo stesso molto complessa, sebbene ad essa  sia stata spesso prestata scarsa attenzione, laddove l’essere madre ha certamente costituito un tema maggiormente esplorato e approfondito poiché la madre ha un legame naturale con il suo cucciolo e questo ha da sempre rappresentato per lei una sorta di 'vantaggio' sull’uomo.

In questa mia riflessione voglio invece tornare al padre, al ruolo ed alla funzione che egli svolge, in modo spesso encomiabile, con i figli, cercando di non affiancare questa mia riflessione a chi parla di padre 'peluche' ma tenendo lontana la mia riflessione anche da altri scritti  recentemente proposti (da 'Cosa resta del padre' di Recalcati al 'Silenzio degli uomini' di Caputo al 'Il padre. L’assente inaccettabile' di Risè), che del padre rappresentano ciò che non è o non ha, essendo diventato questi una figura evanescente, il cui ruolo assume contorni scialbi rispetto al fallimento del modello educativo autoritario che egli doveva ricoprire.

Voglio parlare dei padri che hanno una voce, una carezza, elementi questi tutti separati all’inizio da un velo, uno strato sottile, una piccola distanza.

Un padre nel rapporto con suo figlio deve di fatto ridurre una distanza, colmare uno spazio, costruire un ponte fra sé e la piccola vita, come facevano le nonne ferro e lana alla mano, maglia dopo maglia, per arrivare a costruire il telo della fiducia, dell’amore e del rispetto reciproco. Tuttavia, se il ruolo paterno è scivolato nel teatro del sistema sociale, l'uomo può invece riappropriarsi di una ricchezza emotiva importante incarnatasi nella funzione paterna riscoprendo il processo di sentirsi padre.

Se dobbiamo pensare al padre, soprattutto nei primi anni di vita del bambino, ma non solo, scopriamo che egli riveste effettivamente un’importantissima funzione: egli sostiene e in parte determina la relazione madre-bambino, relazione che non è solo influenzata dalla presenza del padre ma è pregna della funzione paterna, è l’incarnazione di una interazione relazionale complessa cui partecipano padre, madre e bambino.

La funzione paterna trova la sua piena espressione solo se anche la cornice di riferimento è triadica. Secondo questa visione essa non è secondaria e supportiva rispetto ad una relazione considerata sino ad oggi principe (quella madre bambino), ma è significativa in quanto tale, essenziale e preziosa, pregna di valore in quanto partecipa direttamente alla determinazione di un campo relazionale unico, che esiste anche grazie alla sua presenza. 

Il padre fornisce inoltre la mappa regolativa del vivere, necessaria per potersi orientare nel mondo e affrontare la vita esplorandola nei suoi vari aspetti.

Il codice paterno è un’ offerta di libertà, perché il significato della regola è sostanzialmente questo: garantire un ambito all’interno del quale il bambino può agire, muoversi e decidere autonomamente custodito da confini definiti.

Esiste anche un’altra caratteristica tipicamente paterna, ed è quella degli interessi vitali. Il padre può trasmettere valori  che si declinano nell’ambito del lavoro, dello sport, delle abilità acquisite o da acquisire, della socialità, dove la figura del padre guida a scoprire le proprie risorse e i propri interessi. Il padre che orienta verso un’attività sportiva, che gioca con il proprio figlio,che costruisce una casa sull’albero, che si confronta sulla vita e sulla morte, che spinge verso nuove esperienze, svolge il suo ruolo di guida e di punto di riferimento.

Non è sempre facile per i padri assolvere al proprio compito. Esso infatti implica una ricerca continua che porta a mettersi in discussione e ad imparare incessantemente cose nuove, ma c’è che vi riesce in maniera straordinaria e che nel quotidiano dà prova delle proprie capacità attraverso il semplice prendersi cura dei figli con gesti concreti e pensieri affettuosi, sostituendosi talvolta anche alla figura materna.

Un padre che riesce a sentirsi padre e a svolgere pienamente il proprio compito lo fa utilizzando anche la propria storia personale, ed evitando coazioni di tipo speculare o compensativo (dove per speculare intendo il fare il contrario di quello che ci hanno fatto, e dove per compensativo intendo il cercare di dare unicamente ciò che non si è ricevuto).

Tanti padri oggi sono degli esempi per i loro figli. Oggi il padre può riappropriarsi e rivendicare la propria funzione perchè egli non è semplicemente la luce che illumina la diade madre-bambino ma è, assieme a loro, l'essenza di un quadro in cui ogni singola parte ha senso solo in relazione alle altre.

Tiziana Scalia
Psicologo-Psicoterapeuta
Cell. 3497197384

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