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Famiglia Scuola

Come costruire un rapporto di fiducia e collaborazione reciproca

Immagine riferita a Famiglia Scuola'Noi dobbiamo essere una scuola che è fisicamente attaccata al suolo ma, come immagine, deve essere una nave che và...il che vuol dire che i genitori saranno sempre imbarcati con noi per vedere paesaggi diversi, trasformazioni, fenomeni e tutto ciò che si vede quando si seguono i bambini. Devono avere l’idea di una scuola in movimento perché si muovono i bambini, si muove la socialità, si muove la lingua dei bambini.'(L. Malaguzzi)
 

Le Raccomandazioni per l’attuazione delle Indicazioni Nazionali per la Scuola dell’ Infanzia affermano:

'La domanda di educazione può essere soddisfatta in maniera soddisfacente quando la famiglia, la scuola e altre realtà formative cooperano costruttivamente fra loro in un rapporto di integrazione e continuità'.

Queste parole riassumono un po’ il senso di ciò che dovrebbe accadere sempre quando si parla di rapporto fra la scuola e le famiglie, rapporto che dovrebbe essere connotato da fiducia, collaborazione e cooperazione reciproca, al fine di raggiungere un obiettivo comune, cioè la crescita sana ed equilibrata di tutti i bambini.

Ma tutto questo non è di facile attuazione.

Di fatto, nel momento in cui una scuola accoglie un nuovo bambino dovrebbe accogliere, insieme a lui, anche la sua famiglia. Ma spesso i presupposti perché ciò avvenga non sussistono o non sono sufficienti a consentire che si stabilisca un rapporto positivo fra queste due realtà. Questo perché il rapporto scuola-famiglia è un rapporto molto complesso in cui convergono diversi fattori che determinano notevoli variazioni tra una scuola e l’altra, a seconda delle scelte di ogni scuola e di ogni insegnante, ma anche, potremmo aggiungere, tra un ordine scolastico e un altro. Il coinvolgimento emotivo e pratico delle famiglie infatti è tanto più forte quanto più sono piccoli i figli, laddove con la scuola dell’ Infanzia i genitori in genere stabiliscono un rapporto di quotidiano scambio e dialogo.

Nella mi esperienza personale e professionale, tuttavia, mi sono imbattuta anche in situazioni dove i rapporti tra la scuola e la famiglia non erano per nulla semplici e collaborativi.

Le cause di questi rapporti difficili credo siano molteplici e non sempre facilmente delineabili. Da un lato gli insegnanti, in quanto professionisti dell’educazione, dovrebbero utilizzare tutti gli strumenti a loro disposizione per costruire con le famiglie (allievi e genitori insieme) una relazione efficace basata sulla stima e sulla fiducia, ma anche sullo scambio e sulla condivisione dei progetti educativi. Dall’altro le famiglie, e i genitori in primis, dovrebbero sostenere il lavoro degli insegnanti, supportandoli e coadiuvandoli con i mezzi a propria disposizione. Tutto questo a volte non avviene perché si parte da premesse diverse, si hanno visioni e aspettative diverse, e ognuno pretende di imporre all’altro il proprio modo ed il proprio punto di vista sulle cose.

Quali sono, nello specifico, gli strumenti di cui gli insegnanti possono servirsi per andare incontro alle famiglie?

Le principali occasioni di comunicazione nelle scuole sono le assemblee, i colloqui individuali e collettivi, ma anche la documentazione esposta alle pareti. Occasioni, queste, di fondamentale importanza per incontrarsi e conoscersi.

Nell’ambito di un colloquio individuale con i genitori, ad esempio, l’interesse dell’insegnante, anziché essere quello di far sapere alla famiglia che 'il bambino è in un certo modo', potrebbe essere quello di chiedere  'chi è il bambino, se si sono notate delle cose nuove in lui, come il bambino dice di sentirsi all’interno del contesto classe etc'. 

Per la scuola si rende necessario conoscere e comprendere le caratteristiche materiali, socio culturali e relazionali dei singoli nuclei familiari con cui ha a che fare, per favorire l’interazione e il coinvolgimento dei genitori nel processo educativo del figlio, senza però mai sostituirsi ad essi.

Da parte loro i genitori possono affidarsi agli insegnanti e supportali nelle loro attività, rispettando i confini e i ruoli reciproci che essi hanno e che devono essere chiari anche nella mente del bambino.

La possibilità per gli insegnanti di arrivare a creare un rapporto di cooperazione con le famiglie, in un clima di fiducia e rispetto reciproco, richiede una grande capacità autoriflessiva, che a sua volta comporta il sapersi mettere in discussione e valutare criticamente le proprie scelte e il proprio stile, una considerazione arricchita dei ruoli parentali, un desiderio autentico di apprendere come si parla e come si discute con i bambini e con i loro genitori. Se i genitori colgono di avere davanti una persona realmente interessata a loro e ai loro bambini, sicuramente si accosteranno alla scuola con un atteggiamento più positivo e fiducioso, condizione necessaria perche si stabilisca quell’alleanza educativa così importante fra la scuola e la famiglia!

Naturalmente per potere arrivare a costruire le occasioni in cui si configuri una comunità orientata all’apprendimento (quella che gli inglesi chiamano learning community) occorre che tutta la comunità e il contesto in cui scuola e famiglia sono inseriti si facciano carico delle proprie responsabilità e ognuno, nell’ambito delle proprie competenze, sostengano il sistema di istruzione e formazione al fine di dare alla scuola il sostegno di cui ha bisogno in termini di stabilità e efficienza. Una scuola integrata nel territorio, aperta verso l’esterno e riconosciuta rispetto alla propraia identità di agenzia educativa è una scuola che funziona ed è la scuola che ci auguriamo per tutti i nostri ragazzi!

 
Dott.ssa Tiziana Scalia
 

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