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Bambini e aggressività

Come gestire rabbia e aggressività nei bambini?

 

Immagine riferita a Bambini e aggressivitàCi sono domande e questioni che più di altre tormentano i genitori e che con grande frequenza ci sentiamo rivolgere nel corso di una consulenza e/o di una terapia. Una delle questioni che mettono maggiormente in difficoltà un genitore riguarda la gestione dell’aggressività del proprio bambino, laddove spesso non se ne comprendono le cause e non si riescono a mettere in atto strategie utili al contenimento di tali comportamenti.

Qui di seguito troverete alcune indicazioni di massima che possono orientare i genitori a scegliere delle modalità più adeguate nella gestione del comportamento aggressivo, tenuto conto del fatto che ogni comportamento và sempre contestualizzato e letto all’interno della cornice relazionale in cui si manifesta.

1)Incoraggia i comportamenti positivi: anche se può sembrare contro-intuitivo, le punizioni non sempre servono e soprattutto non fungono da deterrente per il comportamento aggressivo futuro, mentre risulterebbe più funzionale sottolineare e lodare il bambino quando si comporta in maniera appropriata. Un bambino che viene 'gestito' con frequenti rimproveri e pochi apprezzamenti, oltre ad apprendere quella modalità comunicativa, può non distinguere tra sé e i suoi comportamenti e dunque vivere il rimprovero come un attacco alla sua identità in costruzione.

2)Sii coerente nei comportamenti con il tuo bambino: è fondamentale che il bambino sappia quali soni i comportamenti appropriati e quali no in ogni contesto in modo da non essere confuso e da poter stabilmente prevedere cosa è concesso e cosa è vietato. Sarebbe molto utile che venisse tenuta una linea comune in famiglia, tra i genitori,  e tra la famiglia e la scuola. Sono molto frequenti, infatti, i casi in cui i bambini sembrano 'degli angeli' in classe e a casa 'fanno i diavoli'. Questo problema potrebbe proprio essere dovuto a una mancanza di coerenza che il bambino percepisce nell’ambiente domestico, dove magari vengono applicare regole troppo flessibili e poco chiare.

3)Stabilisci dei limiti chiari e crea delle aspettative: i bambini, soprattutto i più piccoli, dovrebbero avere una chiara comprensione di ciò che ci si aspetta da loro e devono capire che certi comportamenti producono determinate conseguenze. Tali aspettative vanno loro spiegate con precisione, ad esempio il condividere un giocattolo con un fratellino o un compagnetto. Un bambino  che viene cresciuto in modo poco 'regolato', fatica di più a contenersi e a rispettare dei limiti

4)Stabilisci che cosa fare di fronte ai comportamenti aggressivi: ovviamente in questo caso dipende dall’età e dal tipo di comportamento aggressivo messo in atto da bambino. In generale è importante che i genitori abbiano chiaro che cosa fare nel momento in cui si verifichi un problema e che tengano una linea comune e costante nel tempo. Una strategia generalmente usata è quella di ignorare il comportamento problematico o di distrarre il bambino – se si tratta di aggressività 'minore', ovvero che non implichi pericolo per sé o per gli altri. È utile che i genitori, al posto di arrabbiarsi a loro volta, spieghino con calma le conseguenze delle azioni del bambino. Anche per i comportamenti aggressivi più importanti è bene ricordare di non alzare il tono di voce e di porre fine al comportamento aggressivo e lasciare calmare il bambino – in queste situazioni, infatti, solitamente il bambino proverà a rimettere in atto il comportamento più volte e sarà troppo attivato per comprendere una spiegazione. È bene quindi allontanarlo dalla situazione in caso di pericolo, se ad esempio sta lanciando oggetti contro la sorellina o il fratellino, e dargli il tempo il calmarsi. Anche se può sembrare a prima vista difficile e per certi versi impraticabile, è molto importante lodare sempre il proprio bambino quando smette il comportamento-problema, proprio per andare a mettere in risalto il comportamento positivo.

 
Dott.ssa Tiziana Scalia

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